
Shiatsu: i benefici del massaggio giapponese
Ti sei mai chiesto in che modo un trattamento manuale, eseguito senza l’uso di oli o strumenti, possa influenzare il benessere fisico e funzionale dell’organismo?
Il massaggio Shiatsu è una disciplina di origine giapponese che si inserisce tra le terapie manuali a finalità riequilibrante e preventiva. Pur non essendo una terapia medica, viene utilizzato come supporto al benessere generale, alla gestione dello stress e al miglioramento della funzionalità corporea.
In questo articolo analizziamo in modo chiaro e tecnico a cosa serve lo Shiatsu, quali sensazioni si possono avvertire dopo una seduta, le principali controindicazioni e quante sedute sono generalmente necessarie per ottenere benefici percepibili.
A cosa serve il massaggio Shiatsu?
Lo Shiatsu è una pratica manuale che si basa sull’applicazione di pressioni statiche e progressive esercitate principalmente con pollici, palmi delle mani, gomiti e, in alcuni casi, ginocchia. Il trattamento viene effettuato lungo specifiche aree del corpo, spesso in corrispondenza dei meridiani energetici descritti dalla medicina tradizionale orientale, con l’obiettivo di favorire l’equilibrio globale dell’organismo.
Dal punto di vista funzionale, il massaggio Shiatsu viene utilizzato per:
- Favorire il rilassamento neuromuscolare;
- Ridurre tensioni muscolari e rigidità articolari;
- Migliorare la percezione corporea e la consapevolezza posturale;
- Sostenere i meccanismi fisiologici di adattamento allo stress.
La pressione esercitata durante il trattamento stimola i recettori cutanei e profondi, influenzando il sistema nervoso autonomo, in particolare la componente parasimpatica, responsabile delle risposte di rilassamento. Questo spiega perché lo Shiatsu venga spesso associato a una riduzione della tensione psicofisica e a una sensazione generale di riequilibrio.
Dal punto di vista occidentale, lo Shiatsu non agisce come una terapia curativa specifica, ma come intervento di supporto al benessere, integrabile con altre discipline manuali o con programmi di prevenzione e mantenimento della salute.
Come ci si sente dopo una seduta di Shiatsu?
Le sensazioni percepite dopo una seduta di Shiatsu possono variare in base alla condizione individuale, allo stato di tensione iniziale e alla risposta del sistema nervoso. In generale, molte persone riferiscono una sensazione di rilassamento profondo, sia a livello fisico che mentale.
Tra le risposte più comuni dopo il trattamento si possono osservare:
- Rilassamento muscolare diffuso;
- Diminuzione della percezione di rigidità o tensione;
- Sensazione di maggiore leggerezza corporea;
- Miglioramento della qualità del respiro;
- Stato di calma e rallentamento mentale.
In alcuni casi, soprattutto dopo le prime sedute, può comparire una stanchezza transitoria o una lieve sensazione di indolenzimento. Questo fenomeno è generalmente temporaneo e viene interpretato come una risposta di adattamento dell’organismo agli stimoli ricevuti.
È importante sottolineare che lo Shiatsu non ha un effetto immediatamente “sintomatico” nel senso medico del termine, ma agisce in modo più globale. I benefici vengono spesso percepiti come un miglioramento progressivo della qualità del movimento, del sonno e della capacità di gestire lo stress quotidiano.
Quali sono le controindicazioni della terapia Shiatsu?
Pur essendo una pratica generalmente sicura se eseguita da operatori qualificati, il massaggio Shiatsu presenta alcune controindicazioni o situazioni che richiedono cautela. È fondamentale distinguere tra condizioni in cui lo Shiatsu è sconsigliato e situazioni in cui può essere adattato.
Lo Shiatsu è generalmente controindicato in presenza di:
- Febbre o stati infettivi acuti;
- Infiammazioni acute in fase attiva;
- Traumi recenti, fratture o lesioni non stabilizzate;
- Trombosi, flebiti o patologie vascolari acute;
- Gravi patologie cardiache non compensate.
In caso di gravidanza, lo Shiatsu può essere praticato solo da operatori con formazione specifica, evitando determinate zone e adottando posizioni adeguate.
Anche in presenza di patologie croniche, disturbi neurologici o condizioni oncologiche, è indispensabile il parere del medico curante prima di intraprendere un percorso Shiatsu. In questi casi, il trattamento non deve mai sostituire terapie mediche o riabilitative, ma eventualmente affiancarle in un’ottica di supporto al benessere.
Quante sedute di Shiatsu sono necessarie per ottenere un beneficio?
Non esiste un numero universale di sedute valido per tutti. La risposta al trattamento Shiatsu dipende da diversi fattori, tra cui:
- Condizione fisica iniziale;
- Livello di stress e tensione accumulata;
- Obiettivo del trattamento (rilassamento, mantenimento, supporto funzionale);
- Frequenza e regolarità delle sedute.
In generale, per un primo approccio, si consigliano 3–5 sedute ravvicinate, utili per permettere all’organismo di adattarsi agli stimoli e per valutare la risposta individuale. Successivamente, molte persone scelgono di proseguire con sedute di mantenimento, a cadenza settimanale o mensile, in base alle proprie esigenze. È importante chiarire che lo Shiatsu non segue una logica di “trattamento a obiettivo rapido”, ma si inserisce in una visione di continuità e prevenzione, dove il beneficio si costruisce nel tempo attraverso la regolarità. Un operatore qualificato valuta sempre caso per caso, adattando la frequenza delle sedute in base alla risposta del corpo e alle condizioni generali della persona. Proprio per questo, quando si hanno esigenze specifiche, disturbi persistenti o dubbi legati alla propria condizione, è fondamentale affidarsi a specialisti e professionisti qualificati.